Gruppi e Utilizzo

I gruppi sanguigni
La scoperta dei gruppi sanguigni è stata fatta nel 1900 dall’austriaco Landsteiner (premio Nobel per la medicina nel 1930). Esistono otto diversi tipi di sangue comuni, determinati dalla presenza o dalla assenza di antigeni – sostanze che possono innescare una risposta immunitaria se sono estranei al corpo. Dal momento che alcuni antigeni possono innescare il sistema immunitario del paziente per attaccare il sangue trasfuso, nelle trasfusioni è necessaria la compatibilità dei gruppi.

Di seguito, una tabella che ricostruisce le possibilità di donazione tra i vari gruppi:

 

Gli individui del gruppo AB+ possono ricevere qualunque tipo di sangue e sono perciò detti riceventi universali, mentre le persone di gruppo 0- sono donatori universali e possono ricevere solo sangue di gruppo 0-.

Ciò implica che gli ospedali debbano avere ampia disponibilità dei vari gruppi sanguigni e soprattutto una ingente scorta di gruppo 0 Rh-, una sorta di salvavita, da utilizzare quando non si conosce il gruppo del paziente e non si ha tempo di effettuare le analisi per trasfondere lo stesso gruppo durante le emergenze.

Utilizzo del sangue donato 

Il sangue viene utilizzato per rimpiazzare quella particolare componente di cui il paziente è gravemente carente.

Nello specifico:

– globuli rossi, nell’anemia acuta per emorragia e nelle anemie croniche;
– piastrine, nel paziente con tumori o col midollo osseo danneggiato dall’effetto di farmaci;
– plasma, nel paziente ustionato o con gravi problemi della coagulazione.

La maggior parte del plasma viene utilizzata per la produzione di plasmaderivati, in modo che in un piccolo volume si concentri una grande quantità di sostanza e si renda più efficace la cura di particolari patologie:
– albumina per i malati in stato di shock, gli ustionati, i malati con insufficienza epatica o renale, i pazienti con gravi carenze proteiche, ecc.;
– fattori della coagulazione per gli emofilici e per altre gravi forme di carenza di questi fattori, con rischi emorragici;
– gammaglobuline per alcune malattie infettive come il tetano, la meningite, l’epatite virale, il morbillo, ecc.

A cosa servono sangue e plasma

Per molti malati sangue e plasma sono fattori insostituibili di sopravvivenza. Il sangue non può essere prodotto artificialmente ed è necessario che le strutture sanitarie ne abbiano un’adeguata scorta.

Anche l’intervento chirurgico più banale potrebbe essere rimandato qualora non ci fosse un sufficiente numero di unità di sangue e plasma disponibili e divise per gruppo. Inoltre, il sangue intero ha una scadenza: dopo 45 giorni un’unità di sangue va in iperdatazione e non può più essere utilizzata.

Il sangue intero è indispensabile nei servizi di primo soccorso e di emergenza, in caso di gravi incidenti, negli interventi chirurgici e nei trapianti di organo, nella cura delle malattie oncologiche, nelle varie forme di anemia cronica. Molte unità di sangue vengono impiegate nella nostra regione per le terapie di sostegno alla popolazione anziana: per ripristinare i valori di ferro, emoglobina e ossigeno.

Il plasma è fondamentale nella cura delle ustioni e da esso si producono diversi farmaci salvavita, tra cui il fattore VIII e l’albumina per la terapia di pazienti affetti da emofilia. Si sta sviluppando inoltre un esteso campo di applicazioni del plasma nelle terapie autoimmuni, ad esempio si è dimostrato un valido supporto nella cura delle infezioni virali tra cui il West Nile e Ebola.

   

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